Da sabato alle Logge dei Balestrieri di San Marino
Tondini e fili di ferro che si piegano e si contorcono in forme naturali; l’intonaco che esalta i valori di superficie nelle estensioni orizzontali. Sculture che prendono i nomi di ‘Nido’, ‘Foresta’, ‘Wire’ che alludono alla natura. Sono le opere di Graziano Spinosi che occupano fino al 30 giugno le Logge dei Balestrieri della Repubblica di San Marino. Nato a Bologna, residente a Santarcangelo, docente all’ università di Ravenna, Spinosi in questa occasione presenta i lavori più recenti che si connettono direttamente alle precedenti esperienze, aprendosi però ancor di più ai valori intimi e introspettivi dell’essenza umana e a quella della natura. Da sempre infatti nelle sue sculture la materia messa in evidenza nel suo essere evoca un mondo fatto di sentimenti e di vitalità che non hanno niente a che vedere con i puri e semplici dettami formali e plastici. Il ferro non nasconde la ruvidità della superficie, impreziosendosi dei giochi coloristici delle ossidazioni; l’intonaco si contrappone nella sua candida essenza intaccata da asperità e imperfezioni. La materia è lavorata non per emulare carni o linfe vegetali ma invoglia comunque ad un approccio tattile ed empatico. Con le sue deformazioni, i suoi grumi, le sue irregolarità sembra contenere a stento una forza vitale, forza primordiale che appartiene alla terra come all’uomo che la manipola, unendo il gesto creativo alla fecondità femminile, diventando grembo materno primordiale.
La mostra è accompagnata da un catalogo che contiene le riproduzioni delle opere e un saggio di Giancarlo Papi. Si può vedere tutti i giorni tranne il lunedì dalle 13 alle 19.
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Paola Naldi · La Repubblica · 6 giugno 2002
