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Tra intonaco e tondini di ferro, Spinosi ridà forma alla materia

giovedì, agosto 4th, 2011

Da sabato alle Logge dei Balestrieri di San Marino

Tondini e fili di ferro che si piegano e si contorcono in forme naturali; l’intonaco che esalta i valori di superficie nelle estensioni orizzontali. Sculture che prendono i nomi di ‘Nido’, ‘Foresta’, ‘Wire’ che alludono alla natura. Sono le opere di Graziano Spinosi che occupano fino al 30 giugno le Logge dei Balestrieri della Repubblica di San Marino. Nato a Bologna, residente a Santarcangelo, docente all’ università di Ravenna, Spinosi in questa occasione presenta i lavori più recenti che si connettono direttamente alle precedenti esperienze, aprendosi però ancor di più ai valori intimi e introspettivi dell’essenza umana e a quella della natura. Da sempre infatti nelle sue sculture la materia messa in evidenza nel suo essere evoca un mondo fatto di sentimenti e di vitalità che non hanno niente a che vedere con i puri e semplici dettami formali e plastici. Il ferro non nasconde la ruvidità della superficie, impreziosendosi dei giochi coloristici delle ossidazioni; l’intonaco si contrappone nella sua candida essenza intaccata da asperità e imperfezioni. La materia è lavorata non per emulare carni o linfe vegetali ma invoglia comunque ad un approccio tattile ed empatico. Con le sue deformazioni, i suoi grumi, le sue irregolarità sembra contenere a stento una forza vitale, forza primordiale che appartiene alla terra come all’uomo che la manipola, unendo il gesto creativo alla fecondità femminile, diventando grembo materno primordiale.
La mostra è accompagnata da un catalogo che contiene le riproduzioni delle opere e un saggio di Giancarlo Papi. Si può vedere tutti i giorni tranne il lunedì dalle 13 alle 19.

Paola Naldi · La Repubblica · 6 giugno 2002


I fili visibili di Spinosi che tracciano lo spazio

giovedì, agosto 4th, 2011


Alla Galleria Comunale Palazzo Ridotto e al Teatro Bonci

CESENA — Parte da una ricerca sui materiali più disparati come la cera, la corda, il piombo, il vetroresina il percorso artistico di Graziano Spinosi. che si propone oggi in una mostra alla Galleria Comunale Palazzo Ridotto e al Foyer del Teatro Comunale Bonci (piazza Pia) con lavori di recente produzione. Nato nel 1958, Spinosi si è trasferito a Bologna nei 1976 per frequentare l’Accademia di Belle Arti seguendo i corsi di pittura di Concetto Pozzati, ma ha scelto come base operativa la provincia, seppure ricca di suggestioni culturali come può essere Santarcangelo di Romagna.
D’altra parte le suggestioni per le sue creazioni non si trovano nel mondo rutilante delle metropoli, ma piuttosto in una ricerca volta al ‘naturale’ e all’arte del passato, senza citazioni chiare ma con omaggi raffinati. I lavori presentati in questa mostra, alcuni di notevoli dimensioni, hanno titolo quali ‘Foresta’ o ‘nidi’, lasciando intendere al di là dell’apparenza dei materiali un’adesione alla natura. Sculture appunto che invadono in maniera incombente lo spazio, o lavori a parete che sembrano staccarsi dal supporto per cercare una loro identità tridimensionale.
In tutto il percorso appare un filo conduttore, reali fili metallici che costituiscono l’ossatura e la superficie delle opere. Materia che si plasma e si colora nelle mille sfumature dell’ossidazione; materiale per costruire le mille trame e le mille tracce che segnano la superficie.
L’esposizione, promossa dal Comune di Cesena e che rimarrà allestita fino al 3 giugno, è accompagnata da un catalogo, edito da Federico Motta, di oltre cento pagine contenente una ricca galleria di immagini fotografiche a colori, e i testi critici di Romano Brizzi e Romeo Casalini.

Paola Naldi · La Repubblica · 26 aprile 2001