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Omar Calabrese – Maurizio Bettini · nowheremen

venerdì, agosto 5th, 2011

nowheremen

Cortenuova · Bergamo

ACCIAIERIE arte contemporanea

A cura di
Omar Calabrese
Maurizio Bettini

23 febbraio 2007 · 24 giugno 2007

Il primo e immediato corollario dei "non luoghi" è che siano abitati da "non persone". Ebbene, chi sono, e come possiamo definire i "nowheremen", le "non persone"? Un elemento appare immediatamente evidente: le “non persone" sono coloro che non riescono a raggiungere, o, al rovescio, hanno perduto tratti fondamentali della loro identità. Ecco, pertanto, emergere una facile topologia: individui senza caratteri fisici riconoscibili: uomini invisibili, uomini immersi nella nebbia, ecc. (come gli antichi e mitici Cimmeri, che nessuno aveva visto a causa appunto delle nebbie in cui vivevano); individui senza memoria, e dunque senza una storia che li definisce (come i Lotofagi dell’Odissea); individui a cui manca qualche dimensione (come gli abitanti di Flatland, di Abbott, che sono completamente piatti); individui senza corpo, come i fantasmi o le ombre; individui senza umanità, o post umani (dunque esseri senza sentimenti, come gli automi); – individui senza ruolo, e dunque anonimi (come la piccola borghesia di molta letteratura sociale, o i consumatori acritici di molta critica sociale); gli individui con identità segrete, come gli eroi misteriosi (dalla Primula Rossa a Zorro e Superman). La mostra cercherà di ritrovare nelle manifestazioni dell’arte contemporanea i tratti delle "non persone" appena elencate, a partire dalle opere di grandi maestri come René Magritte, Jean-Michel Folon, Duane Hanson, George Segal, Michelangelo Pistoletto, per arrivare alle ultime tendenze dell’arte oggi.

I nowheremen, gli abitanti di nessun luogo, sono figure emblematiche dell’anonimato più desolante, correlato alla società dei consumi. Ad essi è dedicata la terza tappa del progetto Estetica dei non-luoghi, a cura di Omar Calabrese. In quattro sezioni la mostra, co-curata da Maurizio Bettini, presenta, attraverso una selezione di quaranta opere circa, le differenti modalità messe in atto dagli artisti per affrontare il tema della perdita identitaria. Nella prima sezione, l’uomo meccanico – l’automa – metafora grottesca della modernità, visto anche nelle sue varianti – marionetta, fantoccio, pupazzo – è rappresentato dai robots di Metropolis di Fritz Lang, dai Manichini coloniali di de Chirico, dal Povero cavaliere di Daniel Spoerri. Al tema dell’invisibilità rimandano, invece, la donna di spalle di L’épreuve du sommeil di Magritte, la scultura smangiata Bocca grande di Igor Mitoraj, l’assenza di corpo del Vestito Terremoto di Beuys, lo spirito del Fantasma di Baj, l’Ombra di Claudio Parmiggiani. Nella terza sezione, la spersonalizzazione indotta dalla vita massificata si ritrova nell’inespressività della Ragazza che cammina di Pistoletto, nel corpo sfibrato di Vanessa Beecroft, in quello asservito alle leggi della moda delle fashion victims di Erwin Olaf, e ancora nel gregge consenziente dell’Audience di Claudio Maccari. Infine, la quarta sezione affronta il tema della negazione dell’identità prodotta dagli ibridi di Man Ray – l’ombrello con la macchina da cucire – dai supereroi di Adrian Tranquilli, o dalla crudeltà della pulizia etnica interpretata da Ben Shahn, giungendo in Emilio Isgrò al volontario rifiuto della propria immagine, come rappresentazione che della nostra identità viene costruita dalle relazioni interpersonali.


Raffaella Picello · Ipermercati dell’arte

venerdì, agosto 5th, 2011

IPERMERCATI DELL’ARTE

Siena
Palazzo delle Papesse
Santa Maria della Scala
Magazzini del Sale
Palazzo Pubblico
Palazzo  Squarcialupi
a cura di
Omar Calabrese · Achille Bonito Oliva · François Burckhardt
Laurent Busine · Max Hollein


9 ottobre 2004 · 9 gennaio 2005

Catalogo della mostra

La mostra Ipermercati dell’arte. Il consumo contestato, curata da Omar Calabrese, in collaborazione con Palazzo delle Papesse, ripercorre quella che, fin dai tempi delle prime avanguardie storiche, è stata una delle tendenze fondamentali dell’arte contemporanea: tenere in conto la nascente – e sempre più aggressiva – cultura di massa, e soprattutto i suoi elementi più caratteristici, gli oggetti di consumo. Il progetto espositivo segue in dettaglio tre fondamentali maniere di rappresentare/presentare gli oggetti di consumo nelle opere d’arte: il puro "ritratto" delle merci, come è avvenuto nella pop art, nell’iperrealismo, e in molti casi anche isolati di artisti figurativi (sezione Il consumo rappresentato della mostra); l’ironia sulla merce: trasformazione delle dimensioni, dei colori, delle forme, in modo da ricreare, sulla base del già visto e conosciuto, nuovi oggetti estetici (sezione Il consumo ironizzato); la contestazione della merce: artisti che, attraverso i loro mezzi espressivi, criticano e mettono in discussione il modello fondamentale della civiltà industriale e dei consumi di massa (sezione Il consumo contestato, ospitata dal Palazzo delle Papesse). Ipermercati dell’arte, ospitata al primo piano del Palazzo, si concentrerà soprattutto sulla ricerca degli ultimi quarant’anni, attraverso circa 150 opere di altrettanti artisti distribuite nelle tre sedi sedi espositive: Palazzo Pubblico (Il consumo rappresentato), Santa Maria della Scala (Il consumo ironizzato) e Palazzo delle Papesse (Il consumo contestato), ove saranno esposte opere di: Jan Albers, Anette Baldauf & Katharina Weingartner, Vittorio Brocadello, George Brecht, Jiri Cernicky, collectif_fact, Minerva Cuevas, Kristof Kintera, Lucia Koch, Piero Manzoni, Zwelethu Mthethwa, Olaf Nicolai, Erwin Olaf, Guillaume Paris, Gabriele Picco, Alejandra Quintanilla, Dieter Roth, Eliezer Sonnenschein, Dan Steinhilber, Jeanne Susplugas, Denis Santachiara, Ricky Swallow, vedovamazzei, Andy Warhol, Rhonda Weppler, Erik Wesselo, 0100101110101101.org, Italo Zuffi. Affianca il curatore un comitato scientifico formato da Achille Bonito Oliva, François Burckhardt, Laurent Busine, Max Hollein. Il catalogo sarà edito da Silvana Editoriale. Il manifesto della mostra è di Oliviero Toscani. Qui di seguito alcuni degli artisti le cui opere saranno ospitate nelle altre sedi : Santa Maria della Scala. Il consumo ironizzato: Antonio De Pascale, Alain Arias Misson, Mirella Bentivoglio, Gianni Castagnoli, Guglielmo Achille Cavellini, Philip Corner, Nina Childress, Michele Cossyro, Vittorio Doralice, Jan Fabre, Gianni Fanello, Claudio Francia, Michel François, Dario Ghibaudo, Lucy Jochamowitz, Raymond Hains, Claudio Maccari, Antonio Marchetti, Antoni Miralda, Aldo Mondino, Marco Papa, Silvio Pasotti, Javier Perez, Fabrizio Plessi, Gianni Ruffi, Maurizio Savini, Luigi Serafini, Daniel Spoerri, Karel Trinkewitz, Wolf Vostell. Palazzo Pubblico. Il consumo rappresentato: Arman, Enrico Baj, Bertozzi & Casoni, Joseph Beuys, George Brecht, Umberto Buscioni, Ceroli, Cèsar, Tony Cragg, Allan Kaprow, Jiri Kolar, Barbara Kruger, Mauro Luccarini, Giacomo Manzù, Antoni Miralda, Adamo Modesto, Aldo Mondino, Giovanni Mundula, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella, Luciano Ori, Graziano Spinosi, Adriano Tetti, Ben Vautier, Andy Warhol, Franz West.

Raffaella Picello