Tonino Guerra: "Si muovono i ricordi dentro me"
Il riminese Spinosi a Palazzo Gambalunga
"Vedi laggiù sono gli uomini vivi che stanno sopra la terra e portano dei pensieri dentro ai loro bei cuori. Chiudi gli occhi apri la bocca". Con l’affetto di un muro dall’intonaco scrostato dove una mano anonima ha voluto tracciare il suo pensiero con un sasso, si apre il percorso dei 16 quadri dell’artista Graziano Spinosi esposti alla Galleria dell’Immagine di Palazzo Gambalunga fino al 4 luglio. E questo primo quadro dal titolo Cielo e Terra è espressamente dedicato ed è di proprietà di Tonino Guerra. Graziano Spinosi è nato il 13 gennaio 1958, ha concluso nell’80 gli studi all’Accademia di Belle Arti e dopo aver vissuto dieci anni a Bologna, ora abita e lavora a Longiano sua terra d’origine. Scultore per molti anni, dal 1983 ha lavorato come scenografo in teatro e al cinema. Ha firmato per il teatro, le scenografie di "Quegli irresistibili favolosi Grimm" di Manuel Cristaldi,"Spiagge italiane" con Massimo Rocchi, "Penombra" un balletto di Chiara Reggiani. Per il cinema è stato assistente scenografo in "Luci Lontane" che potremo vedere in autunno con Thomas Milian e Laura Morante, regia di Aurelio Chiesa e attualmente sta lavorando a "Il viaggio" tratto da un racconto di Tonino Guerra, regia di Ottavio Fabbri. Il ruolo principale di questo film che dovrebbe essere girato in Valmarrechia sarà affidato probabilmente a Ives Montand. La pittura per Graziano Spinosi è una scoperta recente e questa di Rimini è la sua prima mostra personale importante. La rappresentazione di tutti i quadri è la medesima, graffiti su vecchi muri. "E’ un viaggio – dice l’autore – alla ricerca di minimi, tra i segni essenziali che facciamo scarabocchiando magari mentre parliamo al telefono. Il bisogno di rendere la tela come carta assorbente, la pagina di un intervento umano, la traccia che si lascia visto che si passa." "Giudicare le opere d’arte è difficile – afferma Tonino Guerra presente all’inaugurazione della mostra-. Posso dire che queste opere muovono dei ricordi dentro di me e mi fanno riflettere. Io amo molto visitare le case abbandonate, le vecchie chiese e i vecchi paesi. Guardare i segni che la gente lascia sulle pareti. Si ha l’impressione che questi segni siano anche dentro di noi, come la fotografia di un’anima, se c’e’. Ho visitato una chiesa vicino al cimitero di Talamello con gli stupendi affreschi di Antonino da Ferrara rovinati dalle richieste di grazia dei fedeli. lo non voglio che la gente rovini gli affreschi, tuttavia raccolgo con gli occhi le cose di cui hanno bisogno. La somma di questi dolori mi affascina." Lo storico dell’arte Gabriello Millantoni che pure non si occupa di arte contemporanea, afferma di amare incondizionatamente due pittori: Graziano Spinosi e Massimo Pulini. "Sembran fatti di nulla quei quadri – ha scritto nel depliant di presentazione della mostra di Spinosi. Non miti dichiarati, non storia grande, ma piccoli misteri, orme esposte alle stagioni, la pioggia le lava, il sole le secca." Qualcuno è passato prima di noi. Ha lasciato numeri, lettere, cuori. Non conosceranno mai il suo volto.
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Maria Teresa Zangara · La Gazzetta di Rimini · 15 giugno 1987
