Graziano Spinosi
Logge dei Balestrieri
Repubblica di San Marino
Fino al 30 giugno
Questo scultore bolognese di 44 anni, che vive a Santarcangelo di Romagna, che insegna a Ravenna, all’accademia di Belle Arti, «ha elaborato un personale linguaggio con cui transita dalla bidimensionalità alla tridimensionalità passando frequentemente da una pratica all’altra con continue contaminazioni ed esplorazioni reciproche». Così viene presentato, e per conoscere in concreto il tratto e il mezzo del suo lavoro, sappiate che usa il ferro e l’intonaco; lo «stile» è dato da una «materia nuda e armata nello stesso tempo». Se, come è scritto, quegli elementi sono «inestetici», la sfida ha una precisa estetica: quella di una materia riformata e di uno spazio invaso da sculture «primitive», ma anche solenni, eleganti, con una loro forma di respiro intimo. Sono i suoi Nidi che «si offrono a un desiderio emotivo, protettivo, tattile».
Giancarlo Papi parla nel catalogo di «una specie di neoplatonismo», di una «volontà interna alle cose che vuole tendere alla perfezione della forma»; la sfida sempre in corso potrebbe essere questa: «far sì che le leggere, deboli, disarmate virtù contemplative dello Zen entrino in simbiosi con la pesantezza del ferro e la resistenza dell’intonaco».
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