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Filo di ottone · Grandezza naturale · 1994
A NERA. UNA LEZIONE DI TENEBRA
Fusignano – RA
Museo Civico San Rocco
A cura di
Massimiliano Fabbri
11 dicembre 2010 · 23 gennaio 2011
Catalogo della mostra
Prende sentieri diversi l’inno alla notte di Graziano Spinosi che trova il suo magico spazio nel momento in cui l’oscurità si dirada per attendere la luce che berrà. La monumentale sagoma bruna di Indus appare come un ritorno a un grembo primordiale che si stira, raccogliendosi verso l’alto come una preghiera. L’essere autoctoni, il legame con la terra, le segretezza dell’origine sono i nuclei poetici di un lavoro inquieto e inquietante, dove tutto oscilla sulla bilancia delle antinomie: fragile levità/forza sovrana, materia armata (il ferro) e accarezzata, evidenza del pieno e segreta contemplazione del vuoto. È un idolo antico che spaventa e attrae, custode di un immenso mistero, primitiva dimora ultima. Un ventre fecondo o un’urna cineraria, con la memoria in sé della ieratica fissità della Madonna del parto (incinta) di Piero della Francesca insieme all’umano disfacimento della Vergine morta (livida ed enfiata) di Caravaggio.
© Graziano Spinosi | C.p. 7 | 47822 Santarcangelo di Romagna (RN) Italia | @
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